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A vapori di sodio a bassa pressione
La lampada al sodio a bassa pressione èstata la prima lampada a scarica in gas, introdotta nel 1932, ed ancora oggi rimane la migliore sorgente luminosa in fatto di efficienza luminosa. Per questa ragione le lampade a vapori di sodio a bassa pressione sono impiegate nonostante la scarsa qualità della luce che è di tipo monocromatico, con un'unica banda di emissione vicina ai 600 nm, e quindi al punto di massima sensibilità dell'occhio umano prevalentemente per impianti stradali, industriali e di sicurezza. Un altro aspetto interessante di queste lampade è la buona compatibilità ambientale, in quanto completamente prive di mercurio. Non ha invece senso parlare di resa cromatica, in quanto la percezione dei colori è praticamente nulla.
Le lampade al sodio a bassa pressione sono disponibili in potenze che vanno da 18W a 180W. Non potendo migliorare le caratteristiche del colore, la ricerca si è concentrata sul miglioramento dell'efficienza luminosa, per rendere queste lampade ancora più convenienti. A metà degli anni Ottanta sono state quindi introdotte sul mercato delle lampade a vapori di sodio a bassa pressione con efficienza migliorata fino al 15%.
Queste lampade beneficiano di un trattamento del vetro in grado di riflettere all'interno della lampada la radiazione infrarossa, quindi di diminuire la dispersione del calore e l'assorbimento di energia, presentando così dimensioni e potenze inferiori a parità di flusso luminoso. Il sistema di alimentazione gioca anch'esso un ruolo nell'aumento dell'efficienza del sistema, in quanto in generale tutte le lampade a vapori di sodio a bassa pressione possono essere alimentate con diversi tipi di apparecchiature. L'alimentatore più diffuso in passato era il sistema ad autotrasformatore, cioè un componente unico in grado di fornire anche l'impulso di tensione necessario all'innesco.
Questo sistema è stato soppiantato dai più moderni sistemi ibridi, e cioè composti da alimentatore elettromeccanico ed accenditore elettronico, che consentono di diminuire le perdite del 20% rispetto ai sistemi ad autotrasformatore. Rendimenti ancora migliori si possono conseguire con sistemi ibridi a potenza costante.
L'ultima innovazione è l'alimentazione elettronica ad alta frequenza: gli alimentatori elettronici offrono risparmi energetici nell'ordine del 10-15% rispetto ai sistemi ibridi e del 30% rispetto ai sistemi ad autotrasformatore, semplicità di cablaggio, compattezza e leggerezza (250 g).
Queste lampade beneficiano di un trattamento del vetro in grado di riflettere all'interno della lampada la radiazione infrarossa, quindi di diminuire la dispersione del calore e l'assorbimento di energia, presentando così dimensioni e potenze inferiori a parità di flusso luminoso. Il sistema di alimentazione gioca anch'esso un ruolo nell'aumento dell'efficienza del sistema, in quanto in generale tutte le lampade a vapori di sodio a bassa pressione possono essere alimentate con diversi tipi di apparecchiature. L'alimentatore più diffuso in passato era il sistema ad autotrasformatore, cioè un componente unico in grado di fornire anche l'impulso di tensione necessario all'innesco.
Questo sistema è stato soppiantato dai più moderni sistemi ibridi, e cioè composti da alimentatore elettromeccanico ed accenditore elettronico, che consentono di diminuire le perdite del 20% rispetto ai sistemi ad autotrasformatore. Rendimenti ancora migliori si possono conseguire con sistemi ibridi a potenza costante.
L'ultima innovazione è l'alimentazione elettronica ad alta frequenza: gli alimentatori elettronici offrono risparmi energetici nell'ordine del 10-15% rispetto ai sistemi ibridi e del 30% rispetto ai sistemi ad autotrasformatore, semplicità di cablaggio, compattezza e leggerezza (250 g).




